p 5 .

Paragrafo 8 . L'Europa carolingia.

     
Fra  i  popoli germanici convertiti al Cristianesimo, i franchi furono
quelli  destinati  a  ricoprire in Occidente un  ruolo  di  primissimo
piano.
     Padroni  di  un  vasto territorio, che comprendeva  la  Gallia  e
parte  della  Germania, essi si erano integrati pacificamente  con  la
popolazione locale, conquistandosi la benevolenza dei latini  e  delle
gerarchie cristiane. Ma al contempo il loro esercito si era pi  volte
distinto,  prima respingendo visigoti e burgundi, e poi  arrestando  a
Poitiers,  nel 732, la formidabile cavalleria araba, che era penetrata
fin  nel cuore della Gallia. L'ascesa dei franchi non fu per completa
fino a quando la dinastia che li guidava, quella merovingia, divisa  e
indebolita,  non fu sostituita da quella dei loro pi potenti  maestri
di palazzo, i Pipinidi, poi Carolingi, da Carlo Magno, il pi illustre
dei suoi membri.
     Dopo  aver riunito le quattro parti nelle quali era suddiviso  il
regno,  Pipino  il Breve, grazie anche all'appoggio di papa  Zaccaria,
depose  l'ultimo sovrano merovingio (751) e si fece quindi  incoronare
re  (754) da papa Stefano secondo, che se ne serv contro le pressioni
su  Roma  dei  longobardi  e dei bizantini. Grazie  all'intervento  di
Pipino,  che don al pontefice i territori strappati ai bizantini,  il
papato  estese  la propria autorit su un territorio  che  andava  dal
Lazio  alle Marche a parte dell'Umbria e dell'Emilia Romagna, noto  ai
contemporanei "Patrimonio di san Pietro". Il figlio di Pipino,  Carlo,
dopo  essere  diventato  re  dei franchi, nel  774  abbatt  il  regno
longobardo,  assumendone la corona; ormai il suo dominio si  estendeva
dalla  Gallia  e  da  parte  della Germania  fino  all'Italia  centro-
settentrionale.  Nell'800, mentre si trovava a  Roma,  fu  consacrato,
forse inaspettatamente, imperatore del Sacro Romano Impero.
